camerota

    La storia di Camerota e delle sue frazioni aiuta a comprendere meglio l’identità di tutto questo territorio del Cilento, dove il rapporto tra costa, borghi interni e difesa del paesaggio ha inciso profondamente sullo sviluppo degli abitati.

    La presenza umana in quest’area è antichissima. Il territorio di Marina di Camerota è infatti noto anche per importanti testimonianze preistoriche. In alcune grotte costiere sono state trovate tracce riconducibili all’Uomo di Neanderthal, tra cui i ritrovamenti della Grotta Taddeo nella zona della Calanca, oltre alle evidenze emerse nella Grotta della Cala e nel complesso del Poggio. Questo conferma quanto l’area di Camerota sia rilevante non solo dal punto di vista turistico e paesaggistico, ma anche sotto il profilo archeologico e preistorico.

    Secondo la tradizione, l’origine del nome Camerota sarebbe legata a una leggenda: Palinuro, nocchiero di Enea, si sarebbe innamorato di una giovane di nome Kamaratòn. La fanciulla non ricambiò il suo amore e Palinuro, disperato, la inseguì nel mare perdendo la vita. Venere, sdegnata per la crudeltà della ragazza, la trasformò in roccia, identificata con lo sperone su cui sorge l’abitato di Camerota. Accanto alla leggenda, la ricostruzione storica più accreditata collega invece la fondazione di Camerota al VI secolo a.C., ad opera dei Focei, lo stesso popolo greco che fondò Elea-Velia. Il nome deriverebbe probabilmente dal greco Kamaratòn, cioè “costruzione ad arco”.

    Nel corso dei secoli Camerota si sviluppò come cittadella fortificata attorno a un castello, in una posizione elevata e difendibile. Questa scelta non fu casuale. Come molti paesi del Cilento, anche Camerota dovette confrontarsi con le incursioni dei pirati saraceni provenienti dal mare, e per questo gli abitati dell’interno vennero spesso costruiti su alture o speroni rocciosi, più facili da controllare e da proteggere. Il ricordo di quel passato è ancora presente nelle fortificazioni e nelle numerose torri di avvistamento che costellano la costa del comune.

    La storia locale fu segnata da numerose dominazioni, tra cui quelle normanna, araba, sveva, angioina, aragonese e poi borbonica. Nonostante il carattere fortificato della cittadella, Camerota fu più volte occupata e saccheggiata. Tra gli episodi più drammatici ricordati dalla tradizione storica locale c’è l’assalto del luglio 1552 guidato dal generale turco Dragut, che provocò devastazioni, uccisioni e prigionieri. Dopo quelle incursioni, il sistema difensivo della costa venne rafforzato con la costruzione e la ristrutturazione di molte torri di avvistamento.

    Nel tempo il marchesato di Camerota passò sotto diversi casati nobiliari, tra cui i Sanseverino, i Di Sangro, i Marchese e gli Orsini. Anche Licusati, che in passato era un comune autonomo, venne aggregato a Camerota nel 1647, contribuendo alla configurazione storica del territorio che oggi comprende anche Marina di Camerota e Lentiscosa.

    Questa storia spiega anche perché nel Cilento i borghi più antichi si trovino spesso nell’interno o in posizione elevata, mentre le località costiere legate al turismo balneare si siano sviluppate in epoca più recente. Camerota rappresenta quindi il volto più antico e difensivo del territorio, mentre Marina di Camerota racconta il suo rapporto moderno con il mare, il porto, le spiagge e l’accoglienza turistica.

    Conoscere la storia di Camerota e Marina di Camerota significa dunque leggere meglio tutto il territorio: non solo come meta di vacanza sul mare, ma come area segnata da radici antiche, memorie difensive, influenze diverse e legami profondi tra costa ed entroterra.